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Tel.: 0422446430
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31050 Vascon di Carbonera (TV) |
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Altare di Maria SS. Con S.Antonio, S. Chiara e S.Domenico |

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Cristo Crocefisso con ai piedi S.Giovanni e Maria di Betania che consolano la Madonna esausta e Maria di Magdala (la Maddalena) che abbraccia la Croce. Un cavaliere (il Male) fugge mentre in alto i cieli si aprono e la natura è sconvolta. Sotto la croce il teschio di Adamo. |
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Le statue processionali dei Sacri Cuori; al centro San Rocco ed il Fonte Battesimale;
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BREVE STORIA DELLA CHIESA DI VASCON A cura di Adriano Morandin La data più antica in cui è nominato Vascon è il 1005, quindi una piccola chiesa già c'era in quell'anno, forse non in muratura, ma nello stesso luogo dell'attuale. Si sa che esisteva con certezza nel 1152 e che dipendeva da Lancenigo. Infatti, se ne trova cenno in una bolla di papa Eugenio III e perché a testimonianza resta una parte dell'antica abside all'interno del campanile vecchio. La chiesa e il paese diventarono autonomi nel 1189 con patrono San Pietro o Sant'Urbano come affermano alcune pergamene della Biblioteca Capitolare di Treviso. Si fecero in seguito alcuni lavori di ingrandimento culminati nel 1330 con la dedica della pieve a Santa Lucia, come è dimostrato oltre che dai documenti scritti anche dagli affreschi e dagli stemmi scoperti nell'ottobre del 2000 all'interno e all'esterno della chiesa. La raffigurazione di Santa Margherita, di San Sebastiano, lo stemma della Confraternita dei Battuti ed altri stemmi di famiglie medievali fanno pensare al collegamento del nostro paese con la città di Treviso, con il suo ospedale e all'appartenenza alla Zosagna di Sopra. Risiedevano allora in paese 330 abitanti, come ci informa un documento del 1335. Il numero diminuì nel '400 a causa di epidemie e di guerre, tanto che nei verbali della visita pastorale del 1488 risultano essere solo duecento. Detto numero rimase costante quasi per due secoli. Nel 1522 si cominciò la costruzione della canonica, che fu portata a termine solo con la permuta di alcuni terreni dell'iniziale beneficio parrocchiale. Alla fine del '600 ci fu una netta ripresa economica e sociale in tutta la terra ferma ed allora si pensò anche a Vascon di innalzare e allungare la chiesa (sedici metri oltre le balaustre). Benefattore principale fu il conte Loredan Giovanni fu Domenico, che pochi anni prima aveva costruito la villa ora di proprietà Perocco di Meduna. Nel 1722 fu eseguito il grande affresco "La gloria di S. Lucia" da G. Battista Tiepolo e nel 1748 fu completato il secondo "La Trinità" dal figlio Giandomenico o da alcuni suoi allievi (forse il Brusaferro). Nel 1750 fu inaugurata l'abside attuale come si vede dalla data dietro l'altar maggiore. Verso la metà dell'Ottocento fu rifatta la cantoria, eretto il pulpito ed acquistato il primo organo dalla ditta Bazzani. Verso la fine del secolo gli abitanti erano di gran lunga aumentati (quasi novecento) ed allora si decise un altro allungamento della chiesa. Come primo offerente si dichiarò Mons. Callegari Giuseppe, arcivescovo di Padova, che soggiornava spesso a Vascon durante l'estate (vedi villa Callegari) talvolta in compagnia dell'amico card. Giuseppe Sarto, poi papa Pio X. Fu anche eseguito nel 1904 il terzo grande affresco raffigurante il martirio di S. Lucia, dal pittore trevigiano Antonio Beni, il quale aggiunse gli emblemi dei quattro Evangelisti nei medaglioni laterali. Questo pittore nel 1903 aveva anche restaurato, forse per la prima volta e non sapendo che si trattava di un Tiepolo, il primo affresco e nel secondo aveva aggiunto l'immagine dell'Assunta. Dopo la prima guerra mondiale fu abbattuto il vecchio campanile perché pericolante e fu inaugurato quello nuovo nel 1930. L'impianto di riscaldamento fu eseguito nel 1965 e dopo dieci anni restaurato completamente il tetto, per fortuna otto mesi prima del terremoto del maggio 1976. Nel 1991 furono ripuliti gli affreschi e gli stucchi con attribuzione ufficiale del primo affresco al più famoso dei Tiepolo. Nel 1994 ci fu la consacrazione del nuovo altare, dopo l'allungamento del presbiterio. Nel 1997 fu eseguito il definitivo restauro della "Gloria di S. Lucia" in occasione del terzo centenario della nascita di GianBattista, facendo riemergere chiaramente in un riquadro ovale giallo ocra la colomba, simbolo dello Spirito Santo e migliorando i colori. Infine nel 2000 si realizzarono i lavori per rimediare l'umidità e rifare gli intonaci e si arrivò a nuovi ritrovamenti, che ora bisogna conservare e valorizzare. Grande gioia e stupore a Vascon quando si sono scoperti, rifacendo l'intonaco della chiesa, gli stemmi medioevali del secolo XV. Maggiore ancora la sorpresa quando oltre agli stemmi si sono trovati affreschi anche alla parete verso il cimitero. Inoltre sono apparse le finestre della chiesa primitiva e le nicchie che fanno datare la prima costruzione all'XI secolo come già da me ipotizzato. Si notano molto bene ora le fasi di allungamento e di innalzamento: dalla prima chiesa più larga che lunga col tetto a capanna, alla chiesa trecentesca con l'affresco esterno di S. Lucia, alla chiesa settecentesca ed infine a quella di inizio Novecento. |
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Rettori e Parroci di Vascon dal 1330 ad oggi |
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Altar Maggiore |







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L’organo Malvestio e i due bellissimi confessionali. |
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Giambattista Tiepolo - 1722 La gloria di Santa Lucia |
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La chiesa parata per la Veglia Pasquale. |
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Esterno della chiesa |
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La Trinità e l’Assunta in cielo di scuola Tiepolesca (1746) |
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Martirio di Santa Lucia |
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La canonica |
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31050 Vascon di Carbonera (TV) |






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Don Canada Gregato |
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Don Giuseppe Rossi |
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Don Leone Vincenzi |
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Don Domenico Genovese |
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Don Adriano Buosi |
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Casa del sacrestano |
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Don Antonio Viale |

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Don Lorenzo Piran |
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Don Daniele Bortoletto |
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San Rocco |
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Don Canuto Toso |